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I calcoli biliari rappresentano un disturbo molto diffuso nella popolazione generale e le cui cause dipendono dallo stile di vita e da influenza genetiche, metaboliche, ormonali e gastrointestinali. Benché spesso silenti, i calcoli biliari possono portare ad un malfunzionamento ed infiammazione della cistifellea. Scopriamone di più in questo articolo del Longeva.

Che cosa sono i calcoli biliari?

I calcoli biliari sono masse pietrose anomale e formatesi nella cistifellea oppure nei dotti biliari intraepatici, oppure raramente in quelli che conducono all’intestino tenue. Nel 75-80% dei casi sono costituiti da colesterolo, ma in quelli più scuri è riscontrabile la presenza abbondante di altre sostanze come fosfati, carbonato di calcio e bilirubina. I calcoli colorati di colore nero possono essere associati a condizioni fisiologiche come l’emolisi e la produzione di bilirubina non coniugata, oppure in caso di cirrosi epatica, sferocitosi, talassemia e malaria. Mentre quelli marroni sono spesso determinati da stasi biliare e colangite in seguito a infezioni batteriche o parassitarie.

I sintomi dei calcoli alla cistifellea

I calcoli biliari riguardano circa una persona adulta su dieci, per lo più in modo silente ed asintomatico, anche se negli stadi più avanzati possono provocare un fitto dolore nella parte a destra o al centro dell’addome. Questo dolore crampiforme, pur temporaneo, può persino estendersi al dorso ed alla spalla destra, oltre a poter essere accompagnato da vomito, eruttazioni e senso di nausea. Occasionalmente la presenza di calcoli alla cistifellea (o colecisti) può determinare anche pesantezza e di bruciori al livello dell’addome sinistro.

Quali sono i fattori di rischio?

I fattori di rischio principali per l’insorgenza e la crescita dei calcoli biliari includono:

Altri aspetti importanti

I calcoli alla cistifellea sono spesso accompagnati da problematiche metaboliche, diabete, infiammazione sistemica e da una predisposizione genetica al sovrappeso. In aggiunta questo disturbo è tendenzialmente più frequente nelle donne rispetto al sesso maschile, soprattutto a causa degli effetti degli ormoni estrogeni. In merito agli aspetti ormonali è stato osservato che l’utilizzo di terapie ormonali sostitutive e di contraccettivi orali nelle donne, oppure livelli elevati di testosterone negli uomini sono associati ad un maggior rischio.

Oltre alla scoperta di variazioni del DNA che aumentano la suscettibilità genetica, si ritiene che la causa principale sia dovuta da una secrezione particolarmente abbondante di colesterolo da parte del fegato. I calcoli di colesterolo originano infatti dalla precipitazione dei cristalli di colesterolo in una bile molto concentrata e satura di questo grasso.

Il ruolo del tratto intestinale

La comparsa di calcoli biliari può non essere soltanto un problema relativo al fegato ed alla cistifellea, in quanto questi organi sono inseriti all’interno di un complesso sistema digestivo. In merito diversi studi hanno evidenziato che spesso le persone che soffrono di calcoli biliari mostrano uno sbilanciamento tra l’assorbimento e la sintesi del colesterolo. In particolare è possibile osservare un maggior carico di colesterolo ed una minore sintesi degli acidi biliari, i quali sono indispensabili per una corretta digestione. È bene tenere a mente che i livelli di colesterolo dipendono per la maggior parte dalla produzione endogena, piuttosto che dal consumo alimentare, e che l’intestino, se da un lato assorbe il colesterolo contenuto negli alimenti, dall’altro riassorbe nuovamente il colesterolo secreto con la bile. Ne consegue che, accanto ad una maggiore sintesi di colesterolo, questo venga anche riassorbito eccessivamente a livello intestinale. Quindi in poche parole, un eccessivo assorbimento dei grassi ed un minor riassorbimento degli acidi biliari può favorire la formazione dei calcoli alla cistifellea.

Il miglioramento metabolico e gastrointestinale può apportare numerosi benefici.

calcoli biliariUn altro punto meritevole di attenzione è dato dall’interazione dei microrganismi che risiedono nell’intestino con il fegato e la cistifellea. Diverse ricerche hanno evidenziato una frequente associazione con la disbiosi intestinale, cioè ad uno squilibrio quantitativo e/o qualitativo dei microrganismi intestinali (es. batteri, funghi). In generale una minore ricchezza e biodiversità microbica, tra cui per esempio dei generi Roseburia e Faecalibacterium, potrebbe contribuire alla manifestazione di questo disturbo.

Infine, un ulteriore fattore importante in circa un caso su tre è dato da una scarsa motilità della cistifellea. In tali condizioni avviene che la cistifellea si svuota più lentamente ed in ritardo agevolando la cristallizzazione del colesterolo e lo stato infiammatorio locale. La motilità della cistifellea può essere alterata in caso di colon irritabile, cirrosi epatica, pancreatite cronica, diabete e non solo. I calcoli alla cistifellea sono anche presenti in persone normopeso o addirittura madre che mostrano però squilibri metabolici. Persino una perdita di peso molto rapida, come per esempio in seguito a forti restrizioni caloriche o alla chirurgia bariatrica, può interferire con la motilità della cistifellea al pari dei fattori sopracitati.

Contattaci per un primo appuntamento

Il Longeva Studio si occupa dei problemi del sistema digerente, e quindi anche del fegato e della cistifellea, attraverso cure e terapie mirate a ristabilire un corretto funzionamento dell’asse fegato-cistifellea-intestino. In particolare i nostri percorsi terapeutici sono indirizzati ai fattori di rischio digestivi, intestinali, infiammatori e metabolici che possono portare alla formazione dei calcoli.  Ricordiamo che in merito la cosiddetta resistenza insulinica, cioè una disfunzione dell’ormone insulina, incide profondamente sulla formazione della colelitiasi e che questa si sviluppa maggiormente in coloro che sono sedentari ed hanno un alto consumo di zuccheri, dolciumi, grassi, carne e scarsità di fibre, oppure in chi ha perso peso troppo rapidamente. Pertanto presso il nostro Centro aiutiamo le persone a prendersi cura di sé attraverso l’attenzione salutare per lo stile di vita, in primis per quanto riguarda l’alimentazione, l’attività fisica ed il sonno.

D’altra parte, accanto al ruolo preventivo dello stile di vita, è fondamentale impostare le cure più adeguate alla Persona tramite un consulto con i nostri specialisti in modo tale da poter valutare approfonditamente i sintomi, il decorso e l’eventuale documentazione clinica.

Se soffri di calcoli alla cistifellea possiamo aiutarTi ad affrontarli. Contatta la nostra segreteria per un appuntamento.

Riferimento bibliografici principali:

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  • Wilkins T, Agabin E, Varghese J, Talukder A. Gallbladder Dysfunction: Cholecystitis, Choledocholithiasis, Cholangitis, and Biliary Dyskinesia. Prim Care. 2017 Dec;44(4):575-597.

Domande Frequenti

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Cosa sono esattamente i calcoli biliari e dove si formano?

I calcoli biliari sono aggregati solidi, simili a piccole pietre, che si formano all'interno della cistifellea (o colecisti) o, meno frequentemente, nei dotti biliari. Essi derivano dalla cristallizzazione di sostanze presenti nella bile, un fluido digestivo prodotto dal fegato.

Quali sono le principali tipologie di calcoli biliari e cosa le distingue?

La maggior parte dei calcoli biliari (circa il 75-80%) è costituita prevalentemente da colesterolo. Esistono poi i calcoli pigmentati, che si suddividono in neri e marroni. Quelli neri sono spesso associati a condizioni come l'emolisi, la cirrosi epatica o alcune malattie del sangue, mentre quelli marroni sono tipicamente legati a stasi biliare e infezioni batteriche o parassitarie (colangite).

I calcoli biliari sono sempre sintomatici o possono presentarsi in modo silente?

I calcoli biliari sono molto spesso asintomatici e la loro presenza può rimanere sconosciuta per anni, venendo scoperti casualmente durante esami diagnostici eseguiti per altre ragioni. Tuttavia, in una percentuale significativa di casi, possono provocare sintomi e complicazioni, soprattutto quando ostruiscono i dotti biliari.

Quali sono i sintomi che possono indicare la presenza di calcoli alla cistifellea?

Quando i calcoli biliari diventano sintomatici, possono manifestarsi con un dolore acuto e crampiforme, localizzato nella parte superiore destra o centrale dell'addome, che può irradiarsi al dorso o alla spalla destra. Questo dolore può essere accompagnato da nausea, vomito ed eruttazioni. Occasionalmente, possono anche insorgere sensazioni di pesantezza o bruciore nell'addome sinistro.

Quali fattori di rischio sono maggiormente correlati allo sviluppo dei calcoli biliari?

Diversi fattori aumentano il rischio di sviluppare calcoli biliari, tra cui la steatosi epatica non alcolica, l'obesità, il diabete mellito, la sedentarietà, la cirrosi epatica e l'aver subito una resezione dell’ileo. Anche una dieta sbilanciata, povera di fibre e ricca di cibi ipercalorici, rappresenta un fattore di rischio significativo. Per approfondimenti su come la dieta influenzi il metabolismo intestinale, è possibile consultare l'articolo sull'approfondimento metabolomico intestinale.

Esiste una correlazione tra lo stile di vita, la dieta e la formazione dei calcoli biliari?

Sì, lo stile di vita riveste un ruolo cruciale. Un'alimentazione squilibrata, caratterizzata da un ridotto apporto di fibre e un consumo eccessivo di alimenti ipercalorici e grassi, unitamente a uno stile di vita sedentario, contribuisce in modo significativo alla formazione dei calcoli biliari. La gestione attenta di questi aspetti è fondamentale per la prevenzione e il mantenimento della salute della cistifellea.

Le problematiche metaboliche e la predisposizione genetica influenzano l’insorgenza dei calcoli biliari?

Assolutamente sì. Esiste una chiara predisposizione genetica all'insorgenza dei calcoli biliari, e il disturbo è spesso associato a condizioni metaboliche preesistenti come il diabete, l'infiammazione sistemica e il sovrappeso. Il legame tra un metabolismo alterato e la salute generale è profondo e influenza molteplici disturbi, inclusi quelli che coinvolgono il fegato e le vie biliari.

Per quali ragioni i calcoli biliari sono più frequenti nelle donne?

I calcoli biliari sono statisticamente più diffusi tra la popolazione femminile. Questa maggiore incidenza è spesso attribuita a fattori ormonali, in particolare agli estrogeni, che possono alterare la composizione della bile, favorendo la saturazione di colesterolo e la successiva formazione di calcoli. Anche la gravidanza e l'uso di contraccettivi orali possono aumentare il rischio.

Come può un approccio integrato supportare la gestione e la prevenzione dei calcoli biliari?

Un approccio integrato, che consideri le complesse interazioni tra stile di vita, alimentazione, metabolismo e predisposizioni individuali, è fondamentale per una gestione efficace e una prevenzione mirata dei calcoli biliari. Presso il Longeva, adottiamo una visione olistica per supportare i pazienti nel recupero e mantenimento del benessere generale, agendo sulle cause sottostanti. Per maggiori informazioni sulle nostre metodologie, può esplorare il nostro approccio alla Medicina Integrativa Unificante.

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