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La fibromialgia è un disturbo caratterizzato da dolore cronico a livello dei muscoli e delle articolazioni. È una malattia estremamente debilitante per chi ne soffre ed ha alla sua base un’alterazione della normale elaborazione del dolore. In questo articolo andremo alla scoperta della fibromialgia e dell’approccio terapeutico di Longeva.

Che cos’è la fibromialgia?

La causa della fibromialgia non è stata ancora definita e la diagnosi si fonda sulla valutazione dello stato di salute e dei sintomi. In particolare la diagnosi di fibromialgia prevede la presenza di una condizione persistente di dolore generalizzato in almeno quattro diverse aree corporee. Le persone con fibromialgia spesso si sentono completamente esauste dopo lo sforzo e dedicano pertanto tanto tempo al recupero a letto, anche se frequentemente non dormono bene.

Si stima che riguardi il 2-4% della popolazione generale ed i sintomi generali includono: dolore diffuso nel corpo, debolezza, spossatezza e sonno non ristoratore. A differenza di altre malattie infiammatorie nel caso della fibromialgia le classiche analisi di laboratorio sono normali.

Il dolore è presente da molti mesi e si manifesta tendenzialmente in modo intermittente nel tempo. Inoltre il dolore provato è particolarmente intenso ed è presente anche in seguito a stimolazioni normalmente innocue. Ci può essere un cambiamento del colore delle dita ed i muscoli sono particolarmente tesi.

Vediamo adesso gli aspetti principali che sottendono a questo disturbo.

Il funzionamento del sistema nervoso nella fibromialgia

Secondo numerosi studi la fibromialgia presenta una disregolazione di alcuni processi neurofisiologici deputati al processamento del dolore nel sistema nervoso centrale. Cioè a fronte dell’assenza di danni ai tessuti nervosi si assiste ad uno sbilanciamento dei neurotrasmettitori, di alcuni ormoni e del sistema nervoso autonomo, che presiede a numerose funzioni vitali e di cui generalmente non ne siamo consapevoli (es. respirazione, battito cardiaco, vigilanza, attivazione fisica e mentale). In particolare si assiste ad un’alterazione dell’asse dello stress e del sistema nervoso simpatico, soprattutto durante la notte. Questi processi di “centralizzazione” provocano una maggiore sensibilità agli stimoli sensoriali insieme al dolore diffuso, spossatezza e problemi di sonno.

Stress ed emozioni

In caso di dolore cronico il benessere mentale ed emotivo sta assumendo un ruolo importante sulla base dei numerosi collegamenti psicofisiologici tra il disagio emotivo, lo stress ed il dolore cronico. Nel caso della fibromialgia lo stress emotivo correla con la gravità del disturbo e non è infrequente la presenza anche un eccesso di ansia, stress o sintomi depressivi, che possono peggiorare la situazione. Pertanto gli aspetti collegati al rapporto mente-corpo devono essere valutati ed affrontati con il sostegno di uno specialista.

Il ruolo dell’infiammazione

È stato riscontrato un aumento dello stato infiammatorio, che è mediato dalle cellule immunitarie tramite il rilascio di specifiche molecole dette citochine. Quest’attivazione infiammatoria svolge un ruolo nella comparsa e nell’aggravamento del dolore muscolare tipico della fibromialgia tramite il coinvolgimento delle cellule immunitarie come i mastociti, neutrofili, macrofagi e linfociti. Inoltre un’altra fonte di questi fattori è il tessuto adiposo e non sembra una casualità che nella fibromialgia vi sia spesso una condizione di sovrappeso o di obesità.

Disturbi del sonno e dolore

Una bassa qualità del sonno aumenta la vulnerabilità al dolore abbassando la soglia al dolore, oltre a provocare spossatezza e difficoltà cognitive nelle attività quotidiane o a lavoro. In questi casi è importante tenere conto non solo di quanto si dorme, ma anche di come è il riposo e come ci si sente al risveglio. Spesso i disturbi del sonno si accompagnano anche ad apnee notturne ed alla sindrome delle gambe senza riposo. Per di più un’insonnia frequente altera anche negativamente alcune strutture cerebrali come l’ippocampo e l’amigdala.

Stile di vita salutare

Uno stile di vita attivo e una moderata attività fisica possono migliorare i sintomi e provocano effetti positivi sia a livello muscolare che cerebrale.  Molte persone con fibromialgia sono preoccupate dell’attività motoria, in quanto l’associano al dolore ed alla spossatezza conseguente. Ma sulla base ormai di molti studi uno stile di vita attivo rappresenta un vera e propria terapia quando viene effettuata in modo gentile ad a basso impatto.

Le alterazioni neurofisiologiche, immunitarie e lo stile di vita contribuiscono al dolore.

L’alimentazione non incide solo sul peso o sul fabbisogno energetico, bensì fornisce i nutrienti di cui ha bisogno il corpo per svolgere le sue innumerevoli funzioni in modo coordinato ed armonico. A causa della presenza di numerose sostanze ad azione bio-attiva ciò che si mangia può incidere sulla risposta infiammatoria e sull’aumento del dolore. In chi soffre di fibromialgia è spesso riscontrabile la presenza di molteplici carenze nutrizionali, che si possono ripercuotere sul funzionamento cellulare. I cambiamenti dietetici su suggerimento di uno specialista possono avere un effetto benefico sul dolore muscolare.

Ad ogni modo è necessario valutare con precisione i necessari fabbisogni della persona, in quanto non esiste una dieta valida per tutti, ma questa deve essere adeguata individualmente. Per questi motivi è sempre raccomandato di rivolgersi ad un esperto.

Approccio di cura per la fibromialgia

I nostri specialisti si occupano della malattia fibromialgica adattando le proprie cure e trattamenti alle caratteristiche specifiche di questo disturbo ed alle caratteristiche uniche della persona che ne soffre. Il nostro è un approccio multidisciplinare, che si prende cura dei fattori sottostanti ai sintomi attraverso test innovativi, terapie e/o trattamenti mirati a riequilibrare l’assetto neurofisiologico, emotivo, infiammatorio ed ormonale.

Ci prendiamo cura anche del benessere emotivo e psicofisico della persona, oltre ad aiutare le persone a prendersi cura di sé stesse adottando un salutare stile di vita in collegamento al sonno, all’alimentazione ed all’attività fisica. Perché, accanto alle nostre cure specifiche, riteniamo che la combinazione di esercizio fisico controllato, alimentazione personalizzata e gestione del dolore rappresentino strumenti utili per migliorare il proprio stato di salute.

I nostri specialisti utilizzano diverse terapie e trattamenti, che agiscono efficacemente in caso di dolore cronico come la fibromialgia. I nostri percorsi terapeutici vengono personalizzati sulla base della manifestazione e delle disfunzioni prevalenti al fine di agire sulle reali cause e non soltanto tamponando il dolore.

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Bibliografia essenziale:

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  • Häuser W, Fitzcharles MA. Facts and myths pertaining to fibromyalgia. Dialogues Clin Neurosci. 2018;20(1):53–62.

Domande Frequenti

Che cos’è la fibromialgia e quali sono i suoi sintomi principali?

La fibromialgia è un disturbo cronico caratterizzato da dolore diffuso nei muscoli e nelle articolazioni, causato da un'alterazione nella normale elaborazione del dolore da parte del sistema nervoso. I sintomi principali includono dolore generalizzato, debolezza, profonda spossatezza e un sonno non ristoratore. Il dolore, spesso intenso, può manifestarsi anche in risposta a stimoli normalmente innocui. Alcuni pazienti possono notare cambiamenti nel colore delle dita e una tensione muscolare accentuata. Per approfondire l'interazione tra dolore e aspetti emotivi, è utile consultare risorse sul Sonno e dolore cronico: il ruolo della mente e delle emozioni e sui Dolore cronico: i fattori coinvolti nel disturbo.

Come viene identificata la fibromialgia, dato che le analisi di laboratorio non mostrano anomalie?

L'identificazione della fibromialgia si basa principalmente su una valutazione approfondita dello stato di salute del paziente e sull'analisi dei sintomi riferiti. Un criterio fondamentale è la presenza di dolore generalizzato e persistente in almeno quattro diverse aree del corpo. A differenza di altre condizioni infiammatorie, le analisi di laboratorio standard non rilevano solitamente anomalie nei pazienti affetti da fibromialgia.

Qual è l’incidenza della fibromialgia nella popolazione generale?

Si stima che la fibromialgia riguardi una percentuale significativa della popolazione, interessando circa il 2-4% degli individui.

Quali sono i meccanismi neurofisiologici sottostanti alla fibromialgia?

Studi scientifici suggeriscono che la fibromialgia sia legata a una disregolazione di specifici processi neurofisiologici che riguardano la percezione e l'elaborazione del dolore nel sistema nervoso centrale. Questa alterazione spiega l'intensità del dolore percepito e la sua comparsa anche in risposta a stimoli solitamente non dolorosi. L'applicazione di metodologie come il Neurofeedback può offrire benefici nel trattamento del dolore cronico agendo su questi meccanismi.

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