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Oggigiorno per molte persone un buon sonno è un miraggio, in quanto non riescono ad addormentarsi e provano molta sonnolenza durante la giornata. L’insonnia rappresenta uno dei fattori più incisivi sul benessere personale e sulla qualità di vita al punto tale da diventare un serio problema non solo per le ricadute quotidiane, ma anche per la stessa salute della persona.

Il problema dell’insonnia

L’insonnia provoca un sonno disturbato dal punto di vista quantitativo e/o qualitativo. I sintomi più tipici sono i seguenti ed includono:

  • Difficoltà nel dare inizio al sonno;
  • Risvegli notturni;
  • Incapacità di tornare a dormire;
  • Risveglio anticipato rispetto alla sveglia.

Le ore totali di sonno cambiano durante il ciclo di vita passando dalle 10-14 di un bambino alle 6,5-8,5 di un giovane adulto fino alle 5-7 ore di una persona anziana. Benché un lieve calo del sonno sembri naturale e fisiologico nell’invecchiamento, i disturbi del sonno tendono a diventare più comuni con il passare degli anni al punto tale che tra gli over 65 ne soffrono più di 9 su dieci.

Se non affrontata l’insonnia provoca nel tempo molteplici conseguenze sulla salute.

Uno stato di insonnia diventa cronico e particolarmente grave per la salute della persona quando riguarda almeno tre notti alla settimana per un minimo di tre mesi. Con il passare del tempo questo disturbo del sonno mette a rischio il buon funzionamento psicofisico della persona. L’insonnia, infatti, è un disturbo del sonno che aumenta il rischio di sviluppare l’ipertensione arteriosa, l’infarto cardiaco, la sindrome metabolica, il diabete. Senza tralasciare che provoca una minore efficienza psicofisica nella vita quotidiana come a lavoro ed a scuola.

Quali cause?

Il sonno può deteriorarsi al verificarsi di eventi stressanti oppure di condizioni mediche che disturbano un buon sonno, come può avvenire per esempio in caso di disturbi del tono dell’umore, ansia, reflusso gastroesofageo, malattie infiammatorie acute, reumatiche o tumorali. È ben noto che l’insonnia va a braccetto con la depressione e l’ansia ed a sua volta l’insonnia può essere responsabile di un calo generale del tono dell’umore.

Ulteriori fattori che promuovono un sonno disturbato sono i seguenti:

  • Sedentarietà;
  • Ritiro sociale;
  • Preoccupazioni persistenti;
  • Fumo e droghe;
  • Alcool;
  • Alcuni farmaci (es. beta-bloccanti, cortisonici, anti-androgeni)

Biologia dell’insonnia

Dal punto di vista biologico l’insonnia ha alle spalle una condizione di iper-attivazione e di iper-vigilanza prima e durante il sonno, insieme ad un tasso metabolico più alto ed un incremento degli ormoni dello stress (es. ACTH). In questo disturbo del sonno si assiste ad una vera e propria alterazione dei sistemi preposti alla regolazione del ciclo sonno-veglia, cioè dei cosiddetti sistemi clock dell’organismo, i quali vengono influenzati sia da cause ambientali (es. luce), sia psicologiche che fisiologiche come nel caso dell’aumento del dolore o dei marcatori dell’infiammazione.

Ti aiutiamo a prenderti cura di Te

Gli specialisti del Longeva Studio affrontano l’insonnia tramite analisi, cure e trattamenti che aiutano le persone che soffrono di questo disturbo del sonno a recuperare un corretto riposo notturno. Per raggiungere questo obiettivo crediamo che sia fondamentale risalire alle cause psicofisiche che hanno originato e/o che mantengono questa problematica e ciò può essere approfondito in sede di consulto e tramite le nostre analisi innovative come per esempio il profilo ormonale, l’analisi del sistema nervoso autonomo e delle citochine pro-infiammatorie.

Ne consegue che le nostre cure non si limitano a “calmare” la persona,  bensì si propongono di portare ad una migliore regolazione dei vari processi nervosi, endocrini e metabolici che partecipano all’oscillazione veglia-sonno, anche attraverso trattamenti ambulatoriali mirati. Infine, affrontiamo le difficoltà di addormentamento ed i risvegli notturni prendendoci cura dei fattori collegati ad altri disturbi o malattie, che incidono negativamente sulla qualità stessa del sonno.

Contattaci per avere maggiori informazioni o per fissare un appuntamento. Saremo lieti di risponderTi.

Domande Frequenti

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Cos’è l’insonnia e quali sono i suoi sintomi principali?

L'insonnia è un disturbo del sonno che si manifesta con un sonno disturbato sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. I sintomi più comuni includono difficoltà ad addormentarsi, frequenti risvegli notturni, incapacità di riaddormentarsi dopo un risveglio e un risveglio anticipato rispetto all'orario desiderato. Questa condizione può portare a un senso di spossatezza e sonnolenza diurna, compromettendo significativamente il benessere generale. Per approfondire le conseguenze della stanchezza diurna, potete consultare l'articolo Sonnolenza: cause, conseguenze e cura.

Come si distingue l’insonnia cronica e quali rischi comporta?

L'insonnia viene definita cronica quando i disturbi del sonno si verificano per almeno tre notti alla settimana, per un periodo minimo di tre mesi. Questa condizione persistente non è solo un disagio quotidiano, ma rappresenta un serio rischio per la salute psicofisica. L'insonnia cronica può aumentare il rischio di sviluppare ipertensione arteriosa, infarto cardiaco, sindrome metabolica e diabete, oltre a diminuire l'efficienza nelle attività lavorative e scolastiche. Per un supporto mirato, i nostri specialisti offrono un percorso di Insonnia: benessere e sostegno psicologico.

L’insonnia è un problema più comune negli anziani?

Sebbene un lieve calo delle ore di sonno sia considerato fisiologico con l'avanzare dell'età, i disturbi del sonno, inclusa l'insonnia, tendono a diventare più diffusi tra le persone anziane. È stimato che oltre il 90% degli over 65 possa soffrirne. Tuttavia, l'insonnia non è esclusiva dell'età avanzata; può colpire persone di tutte le fasce d'età, dai bambini agli adulti, con un impatto significativo sulla qualità di vita di chiunque ne sia affetto.

Quali sono le principali cause che possono scatenare o peggiorare l’insonnia?

Il sonno può deteriorarsi a causa di diversi fattori. Tra le cause più comuni figurano eventi stressanti e condizioni mediche specifiche, come disturbi del tono dell'umore, ansia, reflusso gastroesofageo e malattie infiammatorie, reumatiche o tumorali. È ampiamente riconosciuto che esiste una stretta correlazione tra l'insonnia e condizioni come la depressione e l'ansia, un rapporto spesso bidirezionale. Per approfondimenti sui legami tra stress ed emozioni, si consiglia la lettura di Stress, emozioni e salute cardiovascolare e Equilibrio emotivo e stress nell’ipertensione arteriosa.

In che modo l’insonnia influisce sulla salute cardiovascolare e metabolica?

L'insonnia non trattata può avere ricadute significative sulla salute cardiovascolare e metabolica. È un fattore di rischio per lo sviluppo di ipertensione arteriosa, infarto cardiaco, sindrome metabolica e diabete. La privazione cronica del sonno altera i processi fisiologici, inclusa la regolazione ormonale e la gestione dello stress, che sono cruciali per il mantenimento della salute di questi sistemi. Per approfondire, si può consultare l'articolo Il legame tra l’intestino e le malattie cardiovascolari e Prevenzione cardiovascolare: il nostro approccio.

Qual è il rapporto tra insonnia, ansia e depressione?

L'insonnia ha un legame stretto e bidirezionale con l'ansia e la depressione. Mentre i disturbi d'ansia e del tono dell'umore possono essere fattori scatenanti dell'insonnia, un sonno insufficiente o disturbato può a sua volta aggravare o persino innescare un calo generale del tono dell'umore e stati ansiosi. È un circolo vizioso che necessita di un approccio integrato per essere interrotto. Per un supporto nella gestione dell'ansia, potete consultare le informazioni sul Neurofeedback per calmare l’ansia e per il benessere emotivo.

Esistono approcci non farmacologici per gestire l’insonnia e migliorare il sonno?

Assolutamente sì. Esistono diverse strategie non farmacologiche che possono aiutare a ristabilire un buon sonno. Queste includono l'ottimizzazione dell'igiene del sonno, tecniche di rilassamento, supporto psicologico ed il Neurofeedback. È fondamentale un approccio personalizzato per identificare le soluzioni più adatte. Per esplorare queste opzioni, vi invitiamo a leggere l'articolo dedicato all'Approccio non farmacologico all’insonnia o a contattare i nostri specialisti per una valutazione. Potete chiamare il numero 039 2914149 o scriverci all'indirizzo email info@cembio.it.

Quando è consigliabile rivolgersi a uno specialista per problemi di insonnia?

È consigliabile consultare uno specialista se i problemi di sonno persistono per un periodo prolungato (ad esempio, per più di tre mesi con almeno tre notti disturbate a settimana), se influenzano significativamente la qualità della vita diurna, il lavoro o le relazioni, o se si sospetta che l'insonnia sia correlata a condizioni mediche sottostanti. Una valutazione professionale può aiutare a identificare le cause specifiche e a stabilire un piano di trattamento efficace. I nostri specialisti sono a vostra disposizione per una consulenza; potete contattarci al numero 039 2914149 o scriverci all'indirizzo email info@cembio.it.

Il Neurofeedback può essere un valido supporto per i problemi di sonno?

Sì, il Neurofeedback è una tecnica non invasiva che può essere utilizzata per aiutare a ripristinare un sonno equilibrato. Agisce allenando il cervello a modulare le proprie onde cerebrali, favorendo stati di maggiore rilassamento e migliorando la capacità di addormentarsi e mantenere il sonno. Può essere particolarmente utile per affrontare le disfunzioni cerebrali associate all'insonnia e ai risvegli notturni. Per maggiori dettagli su questa metodologia, potete visitare la sezione dedicata al Neurofeedback per i problemi di sonno o la pagina generale Neurofeedback.

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