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Il dolore cronico colpisce un’ampia porzione della popolazione mondiale ed alcune terapie non farmacologiche possono aiutare a far fronte al dolore persistente ed alla sofferenza che provoca. In questo articolo approfondiamo l’utilità della meditazione di mindfulness nei disturbi del dolore cronico.

Dolore cronico

Per definizione il dolore cronico è un dolore intermittente o continuo di durata superiore ai sei mesi o superiore al normale tempo di guarigione per una data lesione e può avere un impatto sul benessere fisico ed emotivo. Il dolore fisico è un segnale di avvertimento che qualcosa non sta funzionando come dovrebbe oppure è lesionato. Secondo le ultime stime circa il 20% degli adulti soffre di dolore cronico e negli anziani questa percentuale sale fino al 50%. Può determinare conseguenze rilevanti dal punto di vista clinico, sociale, economico e sulla produttività lavorativa. A causa degli effetti incisivi e profondi sulla vita di ogni giorno il dolore cronico è associato a stati d’ansia e a disturbi del tono dell’umore. Viceversa anche la mente e le emozioni possono aiutare o ostacolare la gestione del dolore. Infatti i fattori mentali come per esempio la regolazione delle emozioni e dell’ansia possono modificare la percezione del dolore.

La diffusione dei disturbi correlati al dolore cronico e la loro resistenza alle terapie, in combinazione alle conseguenze negative dell’abuso dei farmaci antidolorifici, porta sempre ad un maggiore interesse nei confronti di nuove modalità terapeutiche e di supporto. Ed una nuova modalità per cercare di porre un freno al dolore cronico ed alla sofferenza è offerta dalla pratica meditativa, come la mindfulness, il cui utilizzo in campo clinico diventa di anno in anno sempre più diffuso.

Mindfulness e dolore

Prendendo spunto dalle tradizioni meditative orientali, la mindfulness facilita un atteggiamento di presenza totale all’esperienza soggettiva e può essere paragonata ad una “pratica di consapevolezza” non giudicante. È caratterizzata dal porre attenzione al momento presente con un atteggiamento di apertura, curiosità, gentilezza ed accettazione. In particolare permette di rifocalizzare l’attenzione al tempo presente e di portare consapevolezza alle sensazioni interne ed esterne a noi. L’utilizzo clinico della mindfulness ha dimostrato di essere uno strumento valido ed efficace per molte condizioni e malattie, tra cui le problematiche legate al dolore cronico come per esempio la fibromialgia, il dolore lombare, l’osteo-artrite e l’emicrania.

In seguito alla pratica si assiste generalmente ad una diminuzione dei sintomi dolorifici (per esempio di tipo post-operatorio) e maggiore capacità di fronteggiare lo stress ed il dolore stesso affrontandolo da una diversa prospettiva. La pratica meditativa migliora l’ansia, la depressione, l’inibizione di attività, l’immagine corporea negativa e riduce il dolore fisico ed emotivo. In aggiunta in alcuni casi può aiutare a ridurre l’utilizzo dei farmaci antidolorifici.

Gli interventi che agiscono a livello dell’esperienza del dolore sembrano promettenti rispetto a quelli che agiscono favorendo la distrazione dal dolore o la sua attenuazione forzata. Inoltre la combinazione delle terapie classiche con l’utilizzo di strategie terapeutiche attive come la mindfulness migliora i benefici ed i risultati ottenuti.

La pratica meditativa influenza l’esperienza del dolore cronico

Acquisire un maggior stato di presenza consapevole momento dopo momento ed in maniera non giudicante permette di accogliere da un lato di accogliere i propri limiti e, dall’altro, di migliorare il funzionamento fisico. Si diventa maggiormente focalizzati in modo consapevole sui compiti motori da svolgere e capaci di regolare le attività quotidiane che determinano un’accentuazione del dolore, oltre a percepire in modo più vivido i pensieri e le emozioni che amplificano il dolore stesso. Per esempio durante gli esercizi si incoraggia ad osservare l’intensità e la qualità del dolore durante l’esplorazione della parte del corpo dolorante oppure le emozioni o i pensieri correlati.

La mindfulness consente di prestare attenzione ai fattori fisici ed emotivi e valutare ciò che intensifica il proprio dolore. Per esempio è ben noto che un atteggiamento esageratamente negativo nei confronti dell’esperienza del dolore, detta catastrofizzazione del dolore, aumenta la sofferenza. Tutto ciò può essere gestito e tollerato al meglio grazie all’acquisizione della pratica meditativa, in quanto si ottiene una minore amplificazione del dolore e del senso di impotenza di fronte ad esso.

La mindfulness offre una nuova opportunità per la gestione del dolore.

In generale è possibile affermare che la meditazione migliorano l’umore, il benessere soggettivo e la qualità di vita. Un aspetto importante su cui si lavora negli esercizi è l’accettazione del dolore e della disabilità presenti nel momento presente e la rinuncia alla continua lotta contro il dolore, che non fa che incrementare sempre di più la sofferenza. La meditazione di mindfulness favorisce miglioramenti significativi non solo dei fattori fisici legati al dolore cronico, ma anche di quelli legati alla mente, come per esempio l’umore basso in chi soffre di fibromialgia. Infine si ipotizza che la meditazione incida anche a beneficio del sistema immunitario e quindi dell’infiammazione insieme ai cambiamenti a livello dei circuiti cerebrali che elaborano il dolore.

In conclusione gli interventi basati sulla mindfulness agiscono positivamente in caso di dolore cronico. Secondo il Longeva Studio integrare le pratiche meditative all’interno di un piano terapeutico multi-disciplinare rappresenta una strategia terapeutico vantaggiosa ed utile. Ad ogni modo, considerando gli aspetti complessi e profondi presenti in questi disturbi, è sempre bene rivolgersi ad uno specialista al fine di impostare una terapia di cura personalizzata ed integrata dai benefici della mindfulness.

Per informazioni ed appuntamenti contattare la segreteria di Longeva.

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Domande Frequenti

Che cos’è il dolore cronico e quali sono le sue implicazioni?

Il dolore cronico è definito come un dolore, intermittente o continuo, che persiste per un periodo superiore ai sei mesi o che eccede il normale tempo di guarigione di una lesione. Questo tipo di dolore incide significativamente sul benessere fisico ed emotivo dell'individuo, e le sue conseguenze possono essere rilevanti dal punto di vista clinico, sociale, economico e sulla produttività lavorativa. È spesso associato a stati d'ansia e disturbi del tono dell'umore, poiché la percezione del dolore può essere influenzata da fattori mentali ed emotivi. Per approfondire, i nostri specialisti hanno trattato i fattori coinvolti nel disturbo e l'approccio e il supporto psicologico.

Quali disturbi specifici correlati al dolore cronico possono beneficiare della pratica della mindfulness?

La pratica della mindfulness ha dimostrato di essere uno strumento efficace per diverse condizioni legate al dolore cronico. Tra queste, i nostri specialisti evidenziano problematiche come la fibromialgia, il dolore lombare, l'osteo-artrite e l'emicrania, condizioni per le quali l'approccio basato sulla consapevolezza può apportare significativi miglioramenti.

Quali sono i principi fondamentali della pratica di mindfulness?

I principi della mindfulness, ispirati dalle tradizioni meditative orientali, si basano sulla "pratica di consapevolezza" non giudicante. Essenzialmente, essa consiste nel porre attenzione al momento presente con un atteggiamento di apertura, curiosità, gentilezza e accettazione. Si tratta di osservare le proprie sensazioni, pensieri ed emozioni senza valutarli, permettendo così di sviluppare una maggiore consapevolezza e una relazione diversa con l'esperienza interna ed esterna.

Quali sono i benefici psicologici ed emotivi della mindfulness per chi soffre di dolore cronico?

Oltre alla potenziale diminuzione dei sintomi dolorifici, la pratica della mindfulness apporta numerosi benefici psicologici ed emotivi. Migliora la capacità di fronteggiare lo stress e il dolore, riducendo stati d'ansia e depressione frequentemente associati al dolore cronico. Contribuisce inoltre a mitigare l'inibizione di attività e l'immagine corporea negativa, favorendo un miglioramento del ruolo della mente e delle emozioni nella gestione del dolore fisico ed emotivo e supportando la capacità di gestire le emozioni.

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