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Le muffe sono un tipo di funghi che crescono in modo filamentoso sulle superfici o sui cibi. Alcune muffe possono essere nocive per l’organismo a causa del rilascio di sostanze tossiche come le micotossine. Scopriamo di più su questo argomento e sulle attività correlate di Longeva.

Che cosa sono le micotossine

A causa del loro contenuto di nutrienti gli alimenti rappresentano un habitat idoneo per la crescita di molti microrganismi, i quali possono essere utili per la preparazione dei cibi (es. fermentazione), ma talvolta inducono effetti tossici. Si parla in merito di tossinfezioni, che spesso sono causate da batteri o da muffe fungine.

La tossicità provocata dalla presenza di microrganismi fungini nel cibo è dovuta in larga parte alla produzione di tossine dette micotossine, che provengono dal metabolismo degli stessi funghi. Le specie coinvolte sono numerose e riguardano prevalentemente i generi Penicillium, Fusarium e Aspergillus.

Dove si trovano

Tra i fattori più importanti che favoriscono la crescita delle muffe c’è l’umidità, la temperatura relativamente elevata (20-30 °C), la presenza di ossigeno e di insetti portatori di muffe. In tali condizioni funghi microscopici si trovano nelle condizioni migliori per la produzione di micotossine, che si sviluppano all’interno dei cibi conservati in modo inadeguato (es. nei silos) oppure andati a male. Si stima che i problemi di muffe in ambito domestico riguardino una casa su tre/quattro. In particolare queste sostanze tossiche si trovano maggiormente nella frutta secca (es. noci, nocciole, arachidi, pistacchi), nei cereali (frumento, riso, segale, mais etc.), nei legumi (piselli, soia, fagioli, lenticchie), nella frutta essicata, nel cacao, nel caffé e nelle conserve.

Solo le muffe capaci di sintetizzare tossine possono causare intossicazioni.

La presenza delle micotossine è strettamente legata alla crescita fungina che le produce e va da sé che senza crescita del fungo non si hanno micotossine. Inoltre le micotossine possono persistere per lungo tempo dopo che il fungo si è sviluppato ed è morto. Tuttavia è bene precisare che la presenza di muffe nell’alimento non significa automaticamente presenza di micotossine perché soltanto determinate muffe, e in condizioni ambientali particolari, possono produrre le micotossine.

Quali conseguenze sulla salute?

Esistono diverse micotossine, come per esempio e aflatossine, le ocratossine ed il zearalenone, ed ognuno mostra caratteristiche specifiche. Ad ogni modo le micotossine generalmente provocano alterazioni cellulari, interferiscono con il metabolismo e sono mutagene e cancerogene (es. epatocarcinoma). A seconda della specifica tossina sono stati descritti effetti dannosi a livello del fegato, reni, sistema immunitario (immunosoppressione), feto e del sistema nervoso e riproduttivo (es. aborto). Spesso le micotossine sono particolarmente resistenti alle temperature, quindi non vengono distrutte durante la cottura, e sono nocive persino a bassissime dosi. La pericolosità di queste sostanze dipende dalla dose assunta e si ripercuote soprattutto sui più piccoli, che sono più vulnerabili agli effetti tossici.

L’esposizione principale avviene tramite gli alimenti e l’aria contaminati.

L’assorbimento delle micotossine e la loro successiva distribuzione nel corpo dipendono dallo stato di salute dell’intestino e dalla presenza di un microbiota equilibrato. Con il termine microbiota si intende l’insieme dei microrganismi che abitano naturalmente il nostro tratto digerente e che svolgono funzioni molto importanti. Le micotossine, tuttavia, sono in grado di alterare il delicato equilibrio del microbiota portando ad un peggioramento delle funzioni intestinali, un’alterazione della normale risposta immunitaria ed infiammatoria, mentre parallelamente vengono favoriti gli agenti patogeni.

Muffe pericolose

Una causa secondaria di esposizione è la presenza di muffa negli impianti di condizionamento e sulle pareti, soprattutto negli edifici danneggiati dall’acqua, il che facilita la crescita fungina a causa dell’elevata umidità. Il problema nasce dal fatto che durante la produzione di spore la muffa rilascia le sue biotossine nell’aria circostante. Per la maggior parte delle persone tutto ciò non provoca alcuna risposta. Altri, tuttavia, presentano reazioni come starnuti, tosse ed occhi arrossati indicando  una risposta allergica. In chi vive ambienti chiusi contaminati può soffrire di sintomi al naso (rinite allergica), gola e orecchie, oltre ad aver un maggior rischio di asma e di infezioni respiratorie. In generale i frammenti e le spore delle muffe possono agire come allergeni e come fattori pro-infiammatori inducendo un’infiammazione silente delle vie respiratorie.

Sintomi e disturbi

Secondo un numero crescente di studi l’esposizione cronica alle muffe può provocare un’ampia varietà di sintomi come malessere, allergia, tosse, problemi respiratori, problematiche gastrointestinali (es. dolore, gonfiore, diarrea) e ci sono evidenze in relazione a forme di spossatezza persistente, sintomi simil-depressivi, distress emotivo e ripercussioni cognitive come per esempio a livello del linguaggio, della concentrazione e della memoria. Inoltre dopo una lunga esposizione possono comparire nei bambini anomalie cognitive e neuro-comportamentali. In merito alcuni studi suggeriscono un collegamento con lo spettro autistico.

Il nostro approccio

Come risulta in questo articolo l’esposizione alle muffe ed alle loro tossine rappresenta un notevole problema per molte persone, in quanto queste sostanze scatenano ripercussioni complesse e sistemiche su tutto l’organismo. Noi utilizziamo un approccio integrato e completo per ripristinare i processi biologici interessati ed effettuiamo analisi specifiche per la valutazione del grado di intossicazione. In particolare le nostre terapie e trattamenti si focalizzano su diversi aspetti:

  • Eliminazione e prevenzione delle fonti di esposizione;
  • Eradicazione delle bio-tossine dal corpo mediante percorsi di detossificazione mirati;
  • Ripristino di un corretto funzionamento detossificante;
  • Riequilibrio del microbiota;
  • Ottimizzazione della salute cellulare e mitocondriale, spesso alterate in presenza di micotossine.

Tutto questo lo facciamo tramite test innovativi e terapie dedicate alla detossificazione ed al riequilibrio dei tessuti ed organi coinvolti.

Contatta la nostra segreteria per informazioni ed appuntamenti.

Bibliografia essenziale:

  • Alshannaq A, Yu JH. Occurrence, Toxicity, and Analysis of Major Mycotoxins in Food. Int J Environ Res Public Health. 2017;14(6):632. Published 2017 Jun 13;
  • Gautier C, Caillaud D, Charpin D. Effets non allergiques des moisissures domestiques sur la santé [Non-allergenic impact of indoor mold exposure]. Rev Mal Respir. 2018;35(6):652–658;
  • Ratnaseelan AM, Tsilioni I, Theoharides TC. Effects of Mycotoxins on Neuropsychiatric Symptoms and Immune Processes. Clin Ther. 2018;40(6):903–917;
  • Hurraß J, et al. Medical diagnostics for indoor mold exposure. Int J Hyg Environ Health. 2017;220(2 Pt B):305–328.

Domande Frequenti

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Che cosa sono esattamente le micotossine?

Le micotossine sono sostanze tossiche prodotte dal metabolismo secondario di specifici funghi filamentosi, comunemente noti come muffe. Questi microrganismi, tra cui i generi Penicillium, Fusarium e Aspergillus, si sviluppano su alimenti e superfici, e la produzione di micotossine può indurre effetti nocivi sull'organismo, spesso manifestandosi come tossinfezioni.

Quali fattori ambientali favoriscono la crescita delle muffe e la produzione di micotossine?

La proliferazione delle muffe e la conseguente produzione di micotossine sono strettamente legate a determinate condizioni ambientali. I fattori più significativi includono un'elevata umidità, temperature relativamente alte (generalmente tra i 20 e i 30 °C), la presenza di ossigeno e l'attività di insetti che possono fungere da vettori. Tali condizioni creano l'ambiente ideale per lo sviluppo di questi funghi microscopici, sia nei cibi mal conservati che negli ambienti domestici.

In quali alimenti si trovano più comunemente le micotossine?

Le micotossine si riscontrano con maggiore frequenza in alimenti che, per la loro composizione nutrizionale, rappresentano un substrato ideale per la crescita delle muffe. Tra questi, la frutta secca (come noci, nocciole, arachidi, pistacchi), i cereali (quali frumento, riso, segale e mais) e i legumi (inclusi piselli e soia) sono particolarmente a rischio di contaminazione, specialmente se conservati in condizioni non ottimali o se sono andati a male.

Le muffe presenti negli ambienti domestici possono produrre micotossine?

Sì, la problematica delle muffe non è limitata esclusivamente agli alimenti. Le muffe domestiche, favorite da condizioni di umidità e temperatura elevate tipiche di molti ambienti interni, possono anch'esse produrre micotossine. Si stima che un'abitazione su tre o quattro possa presentare problemi di muffa. La prevenzione attraverso un'adeguata ventilazione e il controllo dell'umidità è fondamentale per mitigare questo rischio.

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