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La sindrome del colon irritabile è un disturbo di natura multifattoriale che causa un’alterazione dell’evacuazione e la comparsa di dolore o gonfiore addominale. Una delle possibili cause di questo disturbo gastrointestinale è la presenza eccessiva di parassiti patogeni a livello dell’intestino. Questi sono degli organismi viventi che si annidano all’interno di varie zone del corpo e traggono vantaggio dall’ospite per la loro nutrizione e riproduzione. Scopri di più su questo argomento nel seguente articolo del Longeva.

Concetti chiave della sindrome del colon irritabile

La sindrome del colon irritabile è il disturbo della funzionalità gastrointestinale più diffuso al mondo e riguarda il 7-18% della popolazione generale. È caratterizzata dalla presenza di dolore addominale, gonfiore, nausea, cambiamenti nella consistenza delle feci con la comparsa di diarrea, costipazione o l’alternanza delle due. Inoltre, il mal di testa, le difficoltà digestive, la spossatezza ed i disturbi del sonno accompagnano frequentemente questo disturbo. Tutto ciò non può che ripercuotersi negativamente sulla qualità di vita e sulla produttività lavorativa.

Il ruolo delle infezioni nei disturbi intestinali

Tra le varie cause della sindrome del colon irritabile risaltano per importanza le infezioni. In merito è stato osservato che la sindrome del colon irritabile può essere conseguente ad enteriti causate da batteri, virus e/o da parassiti. Inoltre, i sintomi comparire molti mesi successivi dall’evento infettivo e possono persistere anche diversi anni dopo. Le cause principali di queste infezioni riguardano il consumo di cibo mal conservato o contaminato, scarsa igiene oppure per motivi di viaggio internazionale. Per di più il rischio di incorrere nella sindrome del colon irritabile è maggiore qualora la gastroenterite sia stata caratterizzata da:

  • Perdita di peso;
  • Diarrea;
  • Crampi addominali;
  • Feci sanguinolente.

Il colon irritabile può comparire in seguito ad infezioni sintomatiche e causate da agenti patogeni.

Sulla base delle evidenze scientifiche il rischio di sviluppare successivamente alterazioni dell’alvo e dolori addominali è più alto dopo un’infezione da parassiti rispetto ad altre forme di patogeni, come per esempio nel caso dei batteri. Per esempio circa il 40-80% delle persone con infestazione da Giardia vanno incontro alla sindrome del colon irritabile.

Parassiti e intestino

I programmi di salute pubblica nel XX secolo hanno portato ad una drastica riduzione delle parassitosi da vermi (es. nematodi, trematodi). Ma all’interno dell’intestino il loro posto vacante è stato occupato da altri parassiti detti protozoi, alcuni dei quali sono dei semplici opportunisti innocui mentre altri sono francamente patogeni. Ad ogni modo le parassitosi da protozoi rappresentano una cospicua fetta delle malattie infettive al mondo, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.

I parassiti intestinali rilasciano continuamente molecole che cambiano l’ambiente intestinale e possono persino alterare i microrganismi qui naturalmente residenti (microbiota). In aggiunta i parassiti possono aumentare la produzione dei mediatori pro-infiammatori a livello intestinale e danneggiare la mucosa.

Per esempio Blastocystis può causare infezioni opportunistiche nei soggetti immuno-depressi, oppure può essere occasionalmente responsabile della comparsa della sindrome del colon irritabile o di infiammazione intestinale persistente. Un altro esempio riguarda la Giardia intestinalis. Si tratta di un parassita protozoo non invasivo, ma capace di infettare l’intestino tenue provocando di conseguenza diarrea acquosa. Benché esistano anche infezioni asintomatiche, in caso di sintomi questi tendono a risolversi spontaneamente, ma dopo la loro risoluzione l’infezione da Giardia può causare la sindrome del colon irritabile e la comparsa di sensibilità nei confronti degli alimenti. In generale la giardiasi può causare diarrea, gonfiore e crampi addominali, perdita di peso e malassorbimento, oltre a danneggiare l’integrità dell’epitelio intestinale. Infine i criptosporidi possono provocare diarrea acuta anche nelle persone con un buon sistema immunitario, mentre le amebe come Entamoeba histolytica sono associate a sintomi intestinali simili alla colite.

Vermi intestinali

Oltre ai protozoi diverse specie di parassiti vermiformi possono compromettere la salute e la funzionalità intestinale. Forse la più famosa è la tenia, che si sviluppa in un verme maturo nell’intestino tenue dopo l’ingestione di carne suina infetta e poco cotta. In alcuni casi potrebbe provocare moderati disturbi intestinali e diarrea saltuaria. Oppure Ascaris lumbricoides è in grado di occupare il tratto digestivo e causare dolore addominale, anemia, malnutrizione oppure rallentamento della crescita nei bambini. Infine gli ossiuri sono parassiti molto frequenti dei bambini delle aree a clima temperato e possono determinare la comparsa di prurito e dolore perianale.

Sistema immunitario e parassiti

Il corpo non rimane passivo di fronte ai parassiti, ma, al pari di altri patogeni, cerca di difendersi e di tenere a bada la potenziale minaccia. Benché non tutti i parassiti siano pericolosi (anzi alcuni sembrano portare dei vantaggi sulla salute), è opportuno precisare che l’organismo mette in azione una risposta immunitaria specifica contro i parassiti patogeni. Per esempio essa coinvolge speciali classi di anticorpi e l’intervento di speciali cellule dette mastociti ed eosinofili, che svolgono un ruolo importante contro le infestazioni parassitarie. Può avvenire, inoltre, il reclutamento di grandi quantità di linfociti e macrofagi che possono portare alla formazione di granulomi. Ad ogni modo una disfunzione o soppressione immunitaria possono condurre ad una maggiore invasività e gravità delle infestazioni parassitarie.

Longeva per la protezione del benessere intestinale

Il Longeva Studio si occupa della salute del tratto gastrointestinale, il quale può essere messo sottosopra non soltanto dall’alimentazione e dallo stile di vita, ma soprattutto da stati infettivi più o meno nascosti. In particolare come esposto in questo articolo i parassiti possono essere alla base di vari disturbi intestinali in modo simile alla sindrome del colon irritabile. Pertanto alcune forme di colon irritabile, specialmente se accompagnate da diarrea, possono nascondere un’infestazione parassitaria persistente o trascurata. Presso il nostro Centro siamo in grado di valutare questi aspetti e sostenere al meglio le capacità di risposta da parte dell’organismo tramite cure e trattamenti adeguati.

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Domande Frequenti

Che cos’è la Sindrome del Colon Irritabile (SCI) e quali sono i suoi sintomi principali?

La Sindrome del Colon Irritabile (SCI) è un disturbo gastrointestinale di natura multifattoriale molto diffuso, caratterizzato principalmente da alterazioni dell'evacuazione e dalla comparsa di dolore o gonfiore addominale. I sintomi possono includere diarrea, costipazione o un'alternanza tra i due, oltre a nausea e difficoltà digestive. Per un'indagine approfondita sulla funzionalità intestinale, i nostri specialisti offrono un approfondimento metabolomico intestinale.

Esiste un collegamento tra infezioni gastrointestinali e lo sviluppo della Sindrome del Colon Irritabile?

Sì, le evidenze scientifiche suggeriscono un forte collegamento. La Sindrome del Colon Irritabile può svilupparsi in seguito a enteriti causate da batteri, virus e/o parassiti. È stato osservato che i sintomi possono manifestarsi anche molti mesi dopo l'evento infettivo e persistere per diversi anni. Condizioni come la disbiosi intestinale putrefattiva possono essere una conseguenza di tali alterazioni.

In che modo i parassiti intestinali possono contribuire all’insorgenza della Sindrome del Colon Irritabile?

I parassiti sono organismi viventi che si annidano nell'intestino, traendo vantaggio dall'ospite per nutrizione e riproduzione. La loro presenza eccessiva e patogena può alterare la funzionalità gastrointestinale. Studi hanno dimostrato che il rischio di sviluppare alterazioni dell'alvo e dolori addominali, tipici della SCI, è significativamente più alto dopo un'infezione da parassiti rispetto ad altre forme di patogeni. È fondamentale un approfondimento metabolomico intestinale per identificare tali squilibri.

Quali sono le principali modalità di contagio per le infezioni parassitarie che possono interessare l’intestino?

Le infezioni parassitarie che possono influenzare la salute intestinale sono spesso contratte attraverso il consumo di cibo mal conservato o contaminato, una scarsa igiene personale o ambientale, oppure possono essere acquisite durante viaggi internazionali in aree con condizioni igienico-sanitarie meno rigorose.

I sintomi della Sindrome del Colon Irritabile possono manifestarsi molto tempo dopo un’infezione gastrointestinale?

Sì, è stato ampiamente documentato che i sintomi della Sindrome del Colon Irritabile possono comparire molti mesi dopo l'evento infettivo acuto e, in alcuni casi, persistere per diversi anni. Questo rende talvolta difficile per i pazienti collegare la condizione attuale a un'infezione pregressa.

Oltre ai disturbi intestinali, quali altri sintomi possono accompagnare la Sindrome del Colon Irritabile?

La Sindrome del Colon Irritabile può manifestarsi con una varietà di sintomi extra-intestinali che ne compromettono ulteriormente la qualità di vita. Tra questi, sono frequentemente riportati mal di testa (per esempio, come evidenziato nel rapporto tra emicrania e salute gastrointestinale), difficoltà digestive generalizzate, spossatezza e disturbi del sonno. Per i problemi legati al sonno, un approccio come il neurofeedback può offrire supporto, mentre per la sonnolenza è fondamentale identificarne le cause.

Come influisce la Sindrome del Colon Irritabile sulla qualità di vita quotidiana?

La combinazione di dolore cronico, alterazioni dell'alvo e sintomi extra-intestinali può ripercuotersi negativamente sulla qualità di vita e sulla produttività lavorativa e sociale. Il disagio costante può generare stress e ansia, influenzando l'umore e le relazioni. I nostri specialisti offrono supporto psicologico e terapie come il neurofeedback per il benessere emotivo, elementi essenziali anche nella gestione del dolore cronico associato.

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