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Gli ormoni agiscono come dei veri e propri regolatori dell’organismo, ma i loro livelli e rapporti possono andare incontro ad alterazioni e disfunzione nella loro attività. Ciò è ben noto avere ripercussioni nell’ambito riproduttivo, metabolico, mentale, emotivo, ma anche in relazione ai disturbi gastrointestinali, i quali possono aggravarsi qualora le comunicazioni ormonali non siano ottimali. Scopri di più sulle conseguenze degli squilibri ormonali femminili in questo articolo del Longeva.

Che cosa sono gli ormoni?

Gli ormoni rappresentano una vasta gamma di molecole prodotte dal corpo, che funzionano al pari di messaggeri in grado pertanto di trasmettere i segnali necessari per regolare i processi dell’organismo. Tra questi gli estrogeni sono un gruppo di ormoni sessuali, tra cui l’estrone, l’estriolo e l’estradiolo, che sono estremamente importanti per la fertilità femminile e nelle donne vengono prodotti in primo luogo dalle ovaie.

Accanto al loro indiscutibile ruolo nell’apparato riproduttivo gli estrogeni influenzano la salute ossea, cardiovascolare, nervosa ed il metabolismo dei grassi. Senza tralasciare che questi ormoni ed i loro recettori intervengono anche a livello del tratto gastrointestinale.

Effetti su stomaco e intestino

Un corretto bilanciamento degli estrogeni appare coinvolto nel reflusso gastroesofageo, un disturbo che provoca la risalita dei succhi digestivi, bruciori nell’alto addome ed a volte nausea. Il reflusso gastroesofageo è più frequente negli uomini rispetto alle donne, in cui è ben noto che in età fertile questi ormoni hanno raggiungono naturalmente livelli più alti. In generale sia livelli troppo basi che troppo alti, anche per cause farmacologiche, possono accentuare i sintomi di questo disturbo.

In aggiunta un calo degli estrogeni tende ad ostacolare i meccanismi di difesa delle pareti gastriche. Non sembra un caso che le ulcere peptiche siano così rare in gravidanza e gli estrogeni mostrano effetti protettivi su queste ulcere, che potrebbe condurre a sanguinamenti o perforazioni gastrointestinali.

La sindrome dell’intestino irritabile è uno dei disturbi gastrointestinali più diffusi al mondo ed è caratterizzato da alterazioni della motilità, della frequenza defecatoria e da dolori e gonfiori addominali. È ben noto che questo disturbo riguarda più le donne rispetto agli uomini (rapporto 2-4 a 1), il che suggerisce un possibile effetto ormonale. Gli estrogeni, infatti, partecipano alla percezione del dolore addominale e regolano la peristalsi intestinale. Anche una tiroide rallentata e ‘pigra’ è spesso accompagnata da costipazione. Inoltre, gli estrogeni mostrano effetti protettivi nei confronti delle infiammazioni intestinali tenendo maggiormente a bada stati infiammatori anomali come quelli tipici per esempio della colite ulcerosa.

Il ruolo del microbiota intestinale

Il termine microbiota si riferisce al più esteso ecosistema del corpo umano, cioè a quell’insieme di microrganismi batterici, fungini e virali che abitano diverse zone corporee tra cui il tratto gastrointestinale, orale, respiratorio, cutaneo e genitale. Ad ogni modo l’intestino rappresenta la sede della più alta concentrazione di specie microbiche di diverse centinaia di specie differenti. Questa nicchia ecologica non è un qualcosa di indipendente da noi, bensì è in grado di influenzare i sistemi digestivi, immunitari, nervosi ed ormonali. Quando questo equilibrio si rompe si pongono le basi per lo sviluppo di diversi disturbi, non soltanto a livello dell’apparato digerente.

In particolare i fattori principali che portano ad un’alterazione nella quantità e/o nella qualità dei microrganismi intestinali sono i seguenti:

  • Abuso di antibiotici;
  • Esposizione a inquinanti e pesticidi alimentari;
  • Alimentazione sbilanciata e monotona;
  • Disturbi digestivi;
  • Infezioni enteriche;
  • Alvo non regolare.

Sulla base di evidenze recenti il microbiota intestinale è in grado di influenzare i livelli ormonali, tra cui quelli degli estrogeni, progesterone e del cortisolo. Ciò che circola nel nostro corpo, pertanto, viene influenzato non solo dalle ‘nostre’ cellule, ma anche dai microrganismi intestinali, i quali possono far sì che gli ormoni mantengano livelli più elevati.

Uno dei meccanismi riguarda proprio la capacità di trasformare gli ormoni espulsi nell’intestino di nuovo in forme riassorbibili ed attive, in modo simile ad un vero riciclo, che può però diventare fonte di accumulo.

Gli ormoni sono capaci di influenzare l’integrità della barriera intestinale.

Oppure il microbiota, se più vicino possibile ad uno stato salutare e funzionale, è capace di proteggere le pareti dell’intestino e modulare l’infiammazione, la quale è coinvolta anche nelle malattie tipicamente collegate agli equilibri ormonali. Come nel caso per esempio dell’osteoporosi, una malattia che provoca la perdita della densità e della normale struttura ossea. Esse tende a verificarsi soprattutto nel periodo post-menopausa proprio per il deficit degli ormoni estrogeni aumentando il rischio di fratture. Oppure le varie reazioni e sostanze prodotte dai microrganismi intestinali possono avere ricadute anche nel caso della sindrome dell’ovaio policistico, in cui si assiste ad un innalzamento degli ormoni androgeni (es. testosterone) e delle problematiche metaboliche. Senza dimenticare i fattori di rischio intestinali che possono condurre nel tempo allo sviluppo di patologie autoimmuni come per esempio nel caso di tiroiditi ed artrite reumatoide.

Prendi un appuntamento con il Longeva

Il Longeva Studio si occupa dei disturbi correlati al benessere gastrointestinale ed a squilibri ormonali tramite analisi e cure mirate alla Persona. Riteniamo importante riflettere sul fatto che un certo disturbo di salute localizzato in una determinata zona del corpo non necessariamente nasconda una problematica esclusivamente altrettanto localizzata. Il nostro corpo è un tutt’uno estremamente complesso e meravigliosamente interconnesso secondo i processi immunitari, metabolici, infiammatori, ormonali e nervosi.

Ne consegue che in un disturbo, specialmente se persistente, possono contribuire molteplici fattori, tra cui, come abbiamo scritto, quelli ormonali. Per questi motivi alcuni sintomi possono comparire alquanto all’improvviso al raggiungimento di una certa età, oppur secondo le fasi del ciclo mestruale, oppure in seguito all’assunzione di alcuni farmaci ad azione ormonale (es. pillola anticoncezionale, terapia ormonale sostitutiva). D’altra parte presso il nostro Centro è possibile affrontare queste problematiche di salute tramite le cure più adatte, anche attraverso l’attenzione per ciò che avviene a livello del tratto gastrointestinale.

Se lamenti disturbi cronici da lungo tempo contatta la nostra segreteria per maggiori informazioni e per fissare un primo appuntamento con i nostri specialisti.

Riferimento bibliografici principali:

  • Baker JM, Al-Nakkash L, Herbst-Kralovetz MM. Estrogen-gut microbiome axis: Physiological and clinical implications. Maturitas. 2017 Sep;103:45-53;
  • Chen C, Gong X, Yang X, Shang X, Du Q, Liao Q, Xie R, Chen Y, Xu J. The roles of estrogen and estrogen receptors in gastrointestinal disease. Oncol Lett. 2019 Dec;18(6):5673-5680;
  • He S, Li H, Yu Z, Zhang F, Liang S, Liu H, Chen H, Lü M. The Gut Microbiome and Sex Hormone-Related Diseases. Front Microbiol. 2021 Sep 28;12:711137.

Domande Frequenti

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Cosa sono gli ormoni e qual è il loro ruolo nell’organismo?

Gli ormoni sono molecole prodotte dal corpo che agiscono come messaggeri, trasmettendo segnali fondamentali per regolare una vasta gamma di processi fisiologici. Tra questi, gli estrogeni, come l'estrone, l'estriolo e l'estradiolo, sono ormoni sessuali cruciali per la fertilità femminile, ma influenzano anche la salute ossea, cardiovascolare, nervosa e il metabolismo dei grassi, intervenendo anche a livello del tratto gastrointestinale.

In che modo gli squilibri ormonali possono influenzare i disturbi gastrointestinali?

Gli ormoni sono regolatori chiave dell'organismo e le loro alterazioni possono avere ripercussioni significative. Nel contesto dei disturbi gastrointestinali, squilibri ormonali, specialmente quelli femminili, possono aggravare condizioni esistenti o favorirne l'insorgenza, poiché le comunicazioni ormonali ottimali sono essenziali per il benessere dell'apparato digerente. Per comprendere meglio il legame tra ormoni e stress ossidativo, che può influire sulla salute generale, è possibile consultare l'articolo Squilibrio ormonale come causa di stress ossidativo.

Qual è l’influenza degli estrogeni sulla salute di stomaco e intestino?

Un corretto bilanciamento degli estrogeni è coinvolto nella regolazione di diverse funzioni gastrointestinali. Questi ormoni influenzano il reflusso gastroesofageo e giocano un ruolo nella protezione delle pareti gastriche. Un calo degli estrogeni, ad esempio, tende a ostacolare i meccanismi di difesa gastrica, mentre livelli equilibrati mostrano effetti protettivi, come evidenziato dalla rarità delle ulcere peptiche in gravidanza. Per approfondire il tema delle ulcere, si può leggere Ulcera peptica: che cos’è e come curarla.

Gli estrogeni possono aggravare o alleviare il reflusso gastroesofageo?

Sì, un corretto bilanciamento degli estrogeni è fondamentale per la gestione del reflusso gastroesofageo. Sia livelli troppo bassi che troppo alti di questi ormoni, anche a causa di fattori farmacologici, possono accentuare i sintomi di questo disturbo, che si manifesta con risalita di succhi digestivi, bruciori nell’alto addome e talvolta nausea.

Che relazione c’è tra i livelli di estrogeni e le ulcere peptiche?

Gli estrogeni dimostrano effetti protettivi sulle ulcere peptiche. Non è un caso che le ulcere siano così rare in gravidanza, periodo in cui i livelli di estrogeni sono elevati. Al contrario, un calo di questi ormoni tende a compromettere i meccanismi di difesa delle pareti gastriche, aumentando la vulnerabilità a queste lesioni che possono potenzialmente condurre a sanguinamenti o perforazioni. Maggiori informazioni sono disponibili nell'articolo Ulcera peptica: che cos’è e come curarla.

La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) ha una correlazione con gli squilibri ormonali?

La sindrome dell'intestino irritabile è uno dei disturbi gastrointestinali più diffusi e si caratterizza per alterazioni della motilità e della frequenza intestinale. Sebbene l'articolo suggerisca una correlazione, i dettagli specifici sull'influenza ormonale non sono completamente sviluppati nel testo fornito. Tuttavia, è noto che la salute intestinale è profondamente interconnessa con il sistema endocrino. Per un approfondimento sull'intestino, è utile consultare l'articolo Approfondimento metabolomico intestinale o Disturbi intestinali e neurotrasmettitori.

Oltre ai disturbi gastrointestinali, quali altri ambiti sono influenzati dagli squilibri ormonali?

Gli ormoni sono regolatori universali dell'organismo. I loro squilibri possono avere ripercussioni ben oltre l'apparato gastrointestinale, influenzando l'ambito riproduttivo, metabolico, mentale ed emotivo, nonché la salute ossea, cardiovascolare e nervosa. Per esempio, è noto il legame tra Ormoni e cambiamenti dell’umore, o tra Ipotiroidismo e colesterolo alto in relazione al metabolismo, e lo Stress, emozioni e salute cardiovascolare.

Quando è consigliabile rivolgersi a uno specialista per problemi legati agli squilibri ormonali e gastrointestinali?

È consigliabile rivolgersi a uno specialista qualora i sintomi gastrointestinali persistano, si aggravino o influiscano significativamente sulla qualità della vita, soprattutto se si sospetta una correlazione con squilibri ormonali. Un approccio mirato permette di valutare la situazione individuale e identificare le strategie più appropriate per ristabilire l'equilibrio. Per una consulenza, potete contattare i nostri specialisti al numero 039 2914149 o scriverci all'indirizzo email info@cembio.it.

Esistono differenze nella frequenza del reflusso gastroesofageo tra uomini e donne?

Sì, il reflusso gastroesofageo è generalmente più frequente negli uomini rispetto alle donne. Nelle donne in età fertile, dove gli ormoni raggiungono naturalmente livelli più alti, si osserva una minore incidenza. Tuttavia, sia livelli troppo bassi che troppo alti di estrogeni, anche per cause farmacologiche, possono accentuare i sintomi di questo disturbo in entrambi i sessi.

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